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Banksy non esiste

02/11/2016

Banksy non esiste

 

Il fatto che colma di grande significato questa frase banale, un po’ scherzosa, per molti potrebbe essere “apocrifa” come un insulto, è l’essenza della sua verità; semplicemente dice il vero: Banksy non esiste, inteso come persona fisica, esiste come entità collettiva, perché una collettività vuole che esista, ne ha profondamente  bisogno, il bisogno umano e sempre ricorrente di un “guerriero” misterioso che lotta contro la tirannide.

 

Il fascino del personaggio che vive a metà tra il crimine e la giustizia sociale, ricorre e accompagna tutta la storia dell’umanità e la letteratura ne è piena.

 

Mel mondo fantastico delle cosiddette arti minori: romanzi e fumetti in primis, la presenza degli eroi misteriosi e spesso “mascherati” è massiccia: “di giorno un uomo qualunque, di notte un eroe”; colui che lotta per difendere i deboli.

La legge scritta dagli uomini di una comunità, Stato, Nazione, Sovranazione, implica forzatamente una perdita di libertà personale e penalizza spesso la stessa massa che l’ha sostenuta; questo crea un conflitto sia interiore, che sociale.

 

Nella ricerca di formule comuni di giustizia e convivenza collettive che forzatamente implicano la rinuncia a libertà personali, gli uomini fanno quotidianamente i conti con sé stessi; nelle società sempre più complesse, la “legge” finisce sempre per agevolare qualcuno a discapito dei molti, i quali si sentono intrappolati e impotenti difronte a quelle stesse regole che hanno sostenuto e non possono pubblicamente aggirare; in questo contesto nasce il “salvatore”: personaggio letterario di fantasia, ma a volte scaturisce da persone vere, in genere “criminali” nel senso che non rispettano la legge, ma le loro azioni appagano il senso dell’ingiustizia di una comunità.

 

L’eroe è solitamente ambientato in una comunità di confine; nella letteratura britannica il più famoso eroe popolare di questo genere è stato forse Robin Hood: fuorilegge leggendario, nato dalla fusione di un personaggio realmente esistito intorno al 1200 e la narrazione orale tramandata.

In tutte le parti del mondo e per tutto il corso della storia dell’umanità, si possono trovare casi simili dove banditi e fuorilegge diventano eroi popolari proprio per colmare questo bisogno; lottano illegalmente e clandestinamente per riscattare le ingiustizie.

Ciò accade quando mancano gli eroi veri (fisici), i “partigiani” o i “rivoluzionari” che  differentemente, dispongono di un “mandato” sociale più concreto.

Ma è nel XX secolo che la letteratura ci consente di diffondere in tutte le società le figure appaganti degli “eroi misteriosi”:

Il più famoso e senz’altro “Zorro”, che fece la sua prima comparsa nel romanzo breve “La maledizione di Capistrano” (The Curse of Capistrano) di Johnston McCulley, scrittore di riviste pulp, pubblicato a puntate nella rivista All-Story Weekly nell'agosto del 1919 e ripubblicato come Il segno di Zorro (The Mark of Zorro) in seguito al successo dell'omonimo film del 1920.

 

Nei decenni successivi si diffonderanno massicciamente nuovi eroi più moderni, con poteri sempre più complessi ma sempre mascherati (supereroi), che agiscono nelle metropoli perché sono i nuovi luoghi “di confine”, di conflitto e ingiustizia sociale e non più le comunità rurali del secolo precedente; però con il risultato di portare in costante declino la componente umana e veritiera necessaria agli uomini per compensare il bisogno di giustizia.

 

Riassumendo: per creare “il mito” occorrono due componenti necessarie: Azione “illegale”, identità “nascosta”.

Ma oggi, chi sono gli eroi contemporanei che riscattano l’umanità? Ce ne sono tanti, chi con il fucile in mano come il “Comandante Marcos”, chi con una più innocua bomboletta come appunto “Banksy”.

Se torniamo alla letteratura anglosassone, patria del nostro “eroe” misterioso e contemporaneo “Banksy”, possiamo trovare nella narrativa di maggiore successo, una serie di romanzi pubblicati per la prima volta nel 1905: “la Primula Rossa” (the Scarlet Pimpernel), scritti dalla Baronessa Emma Orczy, è una storia ambientata in Francia nel periodo della rivoluzione, quando i “comitati di salute pubblica di Robespierre seminavano terrore. Il personaggio del racconto, sotto pseudonimo “Primula Rossa” si rivelerà essere Percy Blakeney.

 

Blakeney

Banksy

 

Che elegante risonanza.

Siamo noi che abbiamo bisogno che l’eroe sia misterioso, non potremmo altrimenti dare valore alle sue gesta, non importa se è frutto di fantasia, se è una creazione collettiva, o se la sua paternità è solo narrativa; è il pubblico (ieri si diceva popolo), che lo vuole tale.

 

Ora l’eroe deve essere mediatico per lottare in un mondo “globalizzato”, dove le ingiustizie locali diventano di dominio mondiale, e anche se apparentemente sembriamo tutti assuefatti o facciamo finta di esserlo, è per pura sopravvivenza, per istinto, che ci nascondiamo; ma ciò ci fa vivere in un malessere costante del conflitto tra “io” e la “polis” troppo allargata all’intero pianeta per essere corretta.

 

Poco importa se “l’artista misterioso” pesca a piene mani dall’iconografia Punk degli anni “80 tutti i suoi lavori più celebri; rimette in campo la tecnica degli “stencil” che era stata fisicamente “sepolta” globalmente vent’anni prima dalle inarrestabili onde colorate dei Writers e dai graffiti; usa metafore politiche accantonate dai movimenti libertari perché ormai inefficaci.

Non importa a nessuno il fatto che non è possibile farsi staccare assegni “anonimi” dalle aste di Sotheby ‘s per la vendita dei tuoi lavori,  né che la mole delle opere, non può essere frutto di una persona con solo due mani; quello che conta è ciò di cui “noi” abbiamo bisogno di credere.

 

 


GO GO GO

28/09/2016

 

Realizzazione props e scenografie per lo spettacolo

GO. GO. GO

 

 PRIMA ASSOLUTA

Aleksandr Sokurov 
GO.GO.GO
liberamente ispirato a Marmi ed altri testi di  Iosif Brodskij
con il patrocinio di 
Fondazione Brodskij | Joseph Brodsky Memorial Fellowship Fund 
progetto e regia Aleksandr Sokurov 
testi originali e adattamento scenico Aleksandr Sokurov e Alena Shumakova

con
Max Malatesta 
(Tullio) e Michelangelo Dalisi (Publio) 
con la partecipazione di Elia Schilton (Iosif Brodskij) 

e con
Olivia Magnani (29-30 sett.) / | Karina Arutyunyan (1 e 2 ott.)
Paolo Bertoncello, Alessandro Bressanello, Giulio Canestrelli 


e con gli interventi di 
Piero Ramella, Schola Poliphonica del Santuario di Monte Berico, Spazio Voll e NextArea Parkour 


spazio scenico & art direction Margherita Palli
assistenti alla regia Simone Derai e Marco Menegoni
traduzioni dei testi di Iosif Brodskij Gianni Buttafava, Fausto Malcovati, Serena Vitale
per gentile concessione di Adelphi Editori

video design Federico Bigi | Apparati Effimeri 
sound design Mauro Martinuz
maschere e protesi Plastikart Studio | Zimmermann & Amoroso 
costumi Sasha Nikolaeva 
luci Fiammetta Baldiserri 
direzione tecnica Ezio Zonta 
coordinamento tecnico Paolo Casati 
assistente alla scenografia Marco Cristini 
con la collaborazione di Giorgia Amabili 
aiuto fonico Marco Furlanetto  
sarte Carolina Cubria e Lara Friio
realizzazione scene Props&Culture | Opificio Milano e Palcobase Vicenza 
foto e documentazione video  Giulio Favotto 
coordinamento di produzione Virginia Forlani

prodotto da CRT Teatro dell’Arte | Milano 
commissionato dal Teatro Olimpico di Vicenza | Conversazioni 2016 
con la collaborazione del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone 


MAE Milanoartexpo

20/09/2016

intervista a Marco Teatro

 

http://milanoartexpo.com/2016/09/20/dieci-domande-a-marco-teatro/

 


RESTART humanartshield

13/06/2016

Inaugura oggi  a N.Y.

http://lnx.restartonline.org/wp/category/artists/